LA BELLE EPOQUE

                            

L'immagine della Belle Epoque, è legata a eventi e caratteristiche sociali e di costume, più che ad avvenimenti politici e storici.

                                                                                                                                                                                                           

L'Europa che sfoggiava, soprattutto tra Parigi e Vienna, la società del can-can, della Bella Otero, di grandi artisti, aveva uno sfondo storicamente preciso: gli anni del colonialismo, del cancelliere Bismarck, dell' espansione delle grandi famiglie capitaliste.

é convenzione far iniziare la Belle Epoque con il 1871, anno di assestamento internazionale e di compimento dell' avventura risorgimentale.

Questa nuova era delle possibilità, fu terreno fertile per tutti i campi del sapere umano: romanzo, poesia, teatro, diplomazia, finanza. Il tenore di vita dei ceti medi, era molto favorevole e l'accesso alla vita mondana e a quella culturale, diveniva più automatico.

I Caffè erano il luogo dove avvenivano incontri e scambi sociali e artistici di qualsiasi livello. Dalle dispute sull'uomo comune, incentrate su temi politici ma anche idealistico-letterari, ai contatti illustri tra i grandi nomi della cultura, tutto veniva ospitato tra le mura e i tavolini dei più prestigiosi caffè di capitali come Parigi, Vienna e Roma.

I teatri sempre pieni, ospitavano nomi leggendari e vi rappresentavano tutti i generi, dalle commedie di George Feydeau alle tragedie di Gabriele D'Annunzio. Parigi, la "Ville Lumiere".

Si può ben comprendere l'importanza che la Francia, ebbe in questo quarantennio a cavallo tra i due secoli, Parigi, fu il cuore pulsante della "corsa in avanti" che la società e il costume del tempo stavano compiendo. E fu sempre in Francia che nacque, quella che è riconosciuta come l'ultima arte creata dall'uomo: il cinema e dove si insediarono le dinastie dell'oro di origine ebraica.

      

Queste ricche famiglie si unirono da subito con la nobiltà e l'alta borghesia parigine. Nasceva così la grande società parigina, "le monde". Sotto questo modo, che appariva distante e chiuso nelle sue convenzioni, appariva il così detto demi-monde, un universo più libero, frenetico, gaudente e quindi più affascinante.

Ancora più sotto, regno della media e piccola borghesia e dei lavoratori, stava la dimensione del Quartiere Latino. Affollato di artisti e soprattutto studenti, il quartiere era una fucina di vita mondana, arte e pensiero. Da esso, ma non solo, Parigi trasse nomi come Toulouse Lautrec, Degas, Manet, Cezanne, Delacroix.

Infine l'università della Sorbona, che attirava giovani da tutto il mondo. In questo scenario fiorivano con estrema facilità i giornali, sulla spinta di giornalisti pionieri come Emilio Giraridin, che aveva creato molti anni prima "La Presse", erano seguiti fogli come il "Siècle", la "Libertè" e la "France".

Come a Parigi, anche a Vienna, capitale dell'Impero asburgico, la Belle Epoque trovò terreno fertile. E come era successo a Parigi, anche sulle rive del Danubio si verificò l'insediamento delle grandi famiglie capitaliste, che si unirono, forse con maggior difficoltà, all'aristocrazia viennese.

A Vienna tornò anche a fiorire quell'arte che nei primi decenni dell'800 aveva languito. Hoffmannsthal, Schnitzler, Freud, Strauss, Lehar sono solo alcuni dei nomi che fecero grande la Vienna della Belle Epoque.

Il 2 maggio del 1883 nasceva il treno che avrebbe attraversato l'Europa verso l'oriente misterioso, verso Costantinopoli. A bordo di esso, politici, giornalisti, artisti e scrittori intrecciavano le loro storie e i loro interessi, l'Orient Express sopravvisse fino al 28 maggio 1961: in un mondo che in quegli anni si lanciava nella corsa allo spazio.

Dopo la bruciante sconfitta subita per mano di Bismarck, moriva l'impero francese. Nel settembre 1870 il Comitato di salute Pubblica eredita il regno di Napoleone III. Il primo Marzo viene ratificata la fine della monarchia napoleonica. L'Assemblea legislativa che nasce dalle ceneri della monarchia è però a maggioranza conservatrice, mentre nei Caffè e nei circoli intellettuali, cominciano a diffondersi idee di stampo anarchico e comunista.

Parigi finisce in mano ai rivoltosi. Il generale Mac Mahon, assedia la capitale: è la guerra civile. Dalla lotta tra due visioni differenti della repubblica, una borghese, l'altra comunarda, emergerà vittoriosa la prima.

E' la terza repubblica.

In quello stesso periodo Parigi, celebra tra i suoi fasti più grandi, si ingrandisce e vede il completamento del teatro dell'Opera.

Parigi accoglierà in questi anni la crema della borghesia e della nobiltà europea, ma anche artisti e scienziati. In questa sfolgorante cornice di potenza però, le tensioni politiche continuano più o meno sotterranee, tra repubblicani, monarchici, nazionalisti e comincia ad insinuarsi sempre più nell'opinione pubblica francese, quel sentimento successivo alla sconfitta per mano della Prussia e che andò sotto il nome di "evanche".

Come prima conseguenza di questa nuova tendenza revanchista francese, i rapporti con la Germania diventano tesi. Nell'Aprile 1887, venti di un possibile scontro armato soffiano sul confine franco-tedesco. Boulanger da questo momento incarna l'eroe che, i nazionalisti e i conservatori hanno cercato per molto tempo.

L'esercito e buona parte dell'opinione pubblica, si riconosce in lui. Nonostante i drammi politici e gli scontri diplomatici con il pericoloso vicino tedesco, la Francia e Parigi, continuano la loro "Belle Epoque ".

Nel 1889, si celebrava con grande pompa il centenario della Rivoluzione, con la Grande Esposizione Mondiale, il cui simbolo divenne poi il simbolo incontrastato di Parigi: la Torre Eiffele.

In Aprile, gli stessi parigini che si accapigliavano sul destino politico di Boulanger, erano quelli che si recavano in un nuovo locale: Il "Moulin Rouge". Inventato da Carl Zidler, il Moulin Rouge offriva ai suoi visitatori la faccia più libertina di Parigi. I suoi locali, bellissime ragazze, eseguivano un ballo che, fece subito tendenza, il can-can.

                                                                                          

  

Il can-can divenne il simbolo universalmente riconosciuto della Belle Epoque.

Contemporaneamente si sviluppava lo spettacolo del music-hall, i cui eroi furono Maurice Chevalier, la Bella Otero, Lina Cavalieri.

In quegli anni non era solo un audace can can a costituire motivo di scandalo. A dispetto del pensiero ben pensante, veri e molto più gravi scandali, accadevano in campo politico e finanziario. Gli anni della Belle Epoque sono i medesimi dell'Affaire Dreyfusse, della Banca Romana, del fallimento della Compagnia universale del Canale di Panama, dell'arresto di Oscar Wilde, con l'accusa di omosessualità.

Un anno dopo, nel 1893, uno scandalo analogo avverrà in Italia e coinvolgerà personalità come, Crispi e Giolitti. Da un inchiesta nata dalle denuncie della sinistra, vengono accertate irregolarità e un vuoto di cassa di due milioni nella Banca Romana.La stampa di opposizione, si scatena contro il governo e nel mese di Maggio, si procederà alla liquidazione della banca. Da essa nascerà la Banca d'Italia.

La figura di Gabriele D'Annunzio, con i suoi eccessi e le sue grandezze e piccolezze, è indissolubilmente legata con il periodo della Belle Epoque e la Roma di fin secolo.

Politicamente si affacciavano, accanto e come riflesso delle teorie internazionaliste, marxiste, politiche nazionaliste in ogni Paese. Si consolida il colonialismo e la volontà di potenza.

Dall'altra parte dell'oceano, un'America forte e distaccata dalle cose europee, seguiva il popolare presidente Teddy Roosvelt, nel suo slancio imperialista e protezionista allo stesso tempo.

In Russia la corona zarista, comincia a vacillare e ad allontanarsi drammaticamente dalla società russa.

Di lì a poco ci sarà lo scoppio della Rivoluzione Russa e la Prima Guerra Mondiale.

 

 

 

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